Counseling e sviluppo delle competenze umane

di Anna Perna

Al di là di tutte le definizioni che pure sono importanti, nella ‘pratica’ di counseling, è importante il contatto che stabiliamo  con noi stessi, con i nostri pensieri, con i nostri sentimenti, con ciò che pensiamo e sentiamo nelle relazioni, nell’ambiente circostante, nei compiti che vogliamo o dobbiamo svolgere e che tutti insieme ci fanno più o meno vivere una vita piena e appagante.

Ma per fare ciò abbiamo bisogno di imm ergerci nella profondità di noi stessi, nelle nostre ‘competenze’ umane ancor prima che competenze tecniche (il saper fare) per diventare persone. Ed è per questo che dopo aver scritto «Attraverso la gentilezza», ho deciso pubblicare anche «La ballata dell’elefante» che potete trovare in tutte le librerie e sui canali di Amazon e IBIS. Penso che il counseling  sia come quei romanzi di formazione dove il protagonista nasce in un modo, incontra persone, affronta sfide e lungo il percorso FIORISCE NELLA SUA ESSENZA.

 

COSA SUCCEDEVA NELL’ ANTICHITA'

L’esigenza di darsi un percorso nasce già nel mondo classico dove l’attenzione verso educabilità non designava una semplice preoccupazione ma un insieme di pratiche concernenti occuparsi di sé del proprio corpo (mens sana in corpore sano) della propria anima allo scopo di CONOSCERE SE STESSI e di acquisire la necessaria formazione per accudire e guidare gli altri.

PASSAGGI ESISTENZIALI E APPRENDIMENTO

  • Possiamo dire che L’individuo nel corso della sua esistenza si confronta di continuo con eventi, situazioni, ostacoli, difficoltà esistenziali, che ha già conosciuto in periodi e in età precedenti e che continueranno ad accompagnarlo anche in seguito, richiamandolo a impegni, lotte, sfide e a esperienze conoscitive ulteriori.
  • L’apprendimento passa necessariamente attraverso il contatto con le proprie «ferite» che possono portare ad un apprendimento di natura superiore, se contenute e ridefinite in modo diverso.
  • I diversi passaggi sono osservabili nelle dinamiche del cambiamento, nelle variazioni degli stili di comportamento, nelle modificazioni degli schemi mentali, rispetto al lavoro, all’amore, al tempo libero, agli avvenimenti luttuosi ecc.
  • Quindi l’individuo apprende per tutto l’arco della sua vita al fine di diventare persona

LE «CRISI» CHE CI FANNO CRESCERE

Proprio perché la vita è un lungo cammino di inevitabili «passaggi esistenziali», essa è caratterizzata da

  • CRISI EVOLUTIVE: nascita, adolescenza, adultità, terza età, vecchiaia, morte
  • CRISI ACCIDENTALI: perdite, lutti, sconfitte, separazioni, malattie, fallimenti ecc.  

Nella storia dell’uomo questi passaggi sono sempre stati affrontati insieme ad una figura (lo sciamano, il saggio ecc.) che attraverso la  ritualizzazione collettiva fornivano contenimento, sostegno e consolazione per traghettare la persona in uno stato successivo attraverso il sostegno della comunità. Nella civiltà occidentale contemporanea dove i riti e i rituali collettivi sono stati banditi e perduti, le persone sono lasciate ad affrontare le proprie crisi in solitudine.

In questo stato di solitudine emotiva, la tendenza è quella di perdersi in un vuoto di senso che può essere colmato attraverso questo tipo di percorso.
Dunque, il counselor diventa una figura esperta che aiuta e sostiene nella ricerca di un senso al proprio cammino di vita attraverso un’alleanza, un «filo doppio» che ha il potere di far emergere un significato diverso delle cose.

E di trasformare le «ferite» in un momento di evoluzione personale, un po’ come facevano gli sciamani e i maestri di un tempo.

COUNSELING COME CAMMINO MAIEUTICO

Il counseling che nasce con presupposti di cura (relazione d’aiuto), allarga i suoi confini attingendo importanti basi teoriche nell’educazione degli adulti

È una pratica maieutica che favorisce l’apprendimento in diverse situazioni

Essendo una pratica, per essere efficace, ha bisogno di essere agita

Il presupposto si basa sulla continua relazione e confronto con una figura esperta e preparata che guidi e supporti durante «il viaggio interiore»

Altro presupposto è che la persona possiede in sé tutte le risorse per fronteggiare le crisi esistenziali e accidentali, poiché vi è una naturale «tendenza attualizzante» che porta verso il completo sviluppo 

IL COUNSELIN È DIVERSO DALLA TERAPIA?

La risposta è si perché la pratica di counseling non può essere utilizzata come surrogato di terapie psicologiche o psicoterapeutiche o mediche.

Semmai opera nel campo della PREVENZIONE, della PROMOZIONE DELLA SALUTE, DEL BENESSERE, DELL’APPRENDIMENTO, DELL’ORIENTAMENTO, DELLA FORMAZIONE CONTINUA

La risposta è si perché nasce da una domanda di senso da parte di esistenze che nascono, crescono, lavorano, producono, consumano, invecchiano, muoiono, senza riuscire a rintracciare nella propria biografia una traccia di sé in cui riconoscersi e a cui dare espressione. Non trovando queste risposte entriamo in contatto con l´essenza del dolore che deriva dal fatto che, forniti per natura di una coscienza, viviamo  molto spesso vite che sono il risultato all’adattamento alle richieste dell’ ambiente e non il frutto di ciò che davvero siamo.

Quando la DOMANDA DI SENSO si ripropone, non necessariamente nei momenti cruciali della vita, ma quando andiamo al lavoro, quando facciamo acquisti, quando torniamo in famiglia, quando facciamo l´amore, quando andiamo allo stadio o guardiamo un po´ di tv, allora veniamo subito etichettati nella patologia. A questo punto o si va in farmacia a comprare qualche antidepressivo, su indicazione medica naturalmente, o si va in psicoterapia.

Ma questa domanda, che è «sana» per tutti gli esseri pensanti non dipende dal mondo ma esclusivamente la propria visione del mondo. 

IL COUNSELIN E LE COMPETENZE UMANE

La pratica di counseling vuole essere un cammino  in cui l´autenticità, l´essere se stessi, il conoscersi e riconoscersi al di là del giudizio, nel senso dell’ antico oracolo di Delfi , diventa una  strada per la salute dell´anima.

In questo senso le competenze umane che vengono stimolate attraverso la pratica di counseling sono: Il pensiero critico, L’ autoanalisi e l’osservazione dei fenomeni, La capacità di entrare in contatto con se stessi in relazione all’esperienza, La capacità di «chiudere i cerchi» cioè superare situazioni lasciate in sospeso

... per approfondire

  • Bauman Z, Modernità liquida, Roma - Bari, Laterza, 2003Castiglioni, Intenzionalità, in P. Bertolini M (a cura di), Per un lessico di pedagogia fenomenologica, Erickson, Trento, 2006.
  • Damasio A, Emozione e coscienza, Adelphi, Milano, 2002
  • De Monticelli R, La conoscenza personale. Introduzione alla fenomenologia, ed. Guerini, Varese 2010
  • Galimberti U, Dizionario di Psicologia, Torino, UTET, 2006
  • Husserl E, Idee per una fenomenologia pura e una filosofia fenomenologica, Einaudi, Torino, 1965
  • Perna A, La ballata dell’elefante, AlboVersorio, 2016
  • Perna A, Attraverso la gentilezza, Zane, 2010
  • Perls F., Baumgardner P, L’eredità di Perls, Astrolabio, 1983
  • May R, L’arte del counseling, Ed. Astrolabio , Roma, 1991
  • Usberti G, Modi dell’oggettività, Saggi in onore di Andrea Bonomi, Bompiani, Milano, 2000

    Documento originale http://lessenziale8.blogspot.it/2017/01/dal-fare-allessere-counseling-e_29.html visitato il 21/02/2017